Il Santuario della Madonna dell'Angelo

Secondo la tradizione, il Santuario della Madonna dell’Angelo è stato edificato attorno al secolo VI dagli abitanti di Concordia Sagittaria che, emigrati nell'isola per sfuggire alle invasioni barbariche, dedicarono la piccola costruzione a San Michele Arcangelo. La leggenda narra che alcuni pescatori videro una statua lignea raffigurante la Madonna galleggiare sulle acque del mare: questa era sorretta da un blocco di marmo molto pesante e gli sforzi dei pescatori per portarla a riva furono vani. Solo un gruppo di fanciulli, con il tocco innocente e delicato delle loro mani, riuscì nell'intento; in seguito all'avvenimento prodigioso, gli isolani decisero di dedicare la chiesa anche alla Beata Vergine: da qui il nome di Madonna dell'Angelo.

Il Santuario è stato protagonista di un altro evento miracoloso: nel 1727 Caorle fu investita da una terribile inondazione, ma la chiesa rimase indenne; ancora oggi, questo evento viene ricordato da due crocette di marmo ai lati del portale, che indicano il livello raggiunto dall'acqua del mare e sono riportate le seguenti parole: "Nella spaventosa inondazione marina del 31 dicembre 1727, l'acqua era salita fino a questa crocetta, senza che una sola goccia penetrasse nel Santuario". A testimonianza della veridicità di questo fatto sono conservate le dichiarazioni rilasciate dai deputati di Caorle, dai savi esecutori alle acque e dal magistrato in carica all'epoca dell'accadimento.

Oggi, il Santuario della Madonna dell'Angelo, meglio conosciuto come la “Chiesa della Madonnina”, sorge sull'estremità est della scogliera di Caorle: posta in una posizione da cartolina, si affaccia direttamente sul mare ed è un luogo magico dove fermarsi per contemplare i vivaci colori dei tramonti; questa ubicazione, come riportato, ha da sempre condannato il santuario a combattere la potente forza del mare e del vento. Per questo motivo, la chiesa ha subito ingenti danni, diverse ricostruzioni e numerose modifiche nel corso dei secoli: la struttura iniziale del VI secolo era quella di una basilica a tre navate, ma, secondo le stime degli storici, nel XVII secolo la chiesa era a sole due navate, separate da quattro pilastri e cinque archi. Solo nel 1751, a seguito di un crollo, il Santuario è stato ricostruito ed ha assunto la conformazione attuale: pianta a navata unica, tetto spiovente, un unico rosone frontale e un piccolo atrio esterno composto da colonne e pilastri con capitelli corinzi. L’ultimo restauro parziale, nell’immediato dopo guerra, ha portato la chiesa ad avere l’aspetto che esibisce ancora oggi.

Al suo interno, il piccolo Santuario è caratterizzato da un soffitto interamente affrescato con vari motivi decorativi e diversi soggetti sacri: nella navata è riportata la scena del leggendario ritrovamento della statua della Madonna dell'Angelo ad opera dei pescatori, mentre ai quattro vertici delimitanti si riconoscono i quattro evangelisti, accompagnati dai loro simboli; la volta del coro, invece, è impreziosita dall’affresco dedicato alla Vergine Maria delle Litanie Lauretane ed è divisa in quattro medaglioni accompagnati da versi in latino. Inoltre, lungo tutte le pareti a confine con il soffitto, sono dipinti i versi delle antiche preghiere marinare e possono essere letti passeggiando parallelamente ai muri.

Sono numerosi i cimeli custoditi all’interno della chiesa: dall’Altare Maggiore al tabernacolo dove è riposta la statua della Vergine, dalle sculture di San Gilberto e Santa Margherita all’altare marmoreo dedicato a San Pio; ancora, nella cappella laterale destra, è possibile ammirare il leggendario “Pozzetto”, ossia il basamento dove, secondo la tradizione, è stato trovato il simulacro della Vergine galleggiare sul mare.

Il Campanile

A fianco del Santuario, direttamente sulla scogliera, si erige la torre campanaria del secolo XIII. Costruito seguendo i dettami dello stile romanico, il campanile presenta una forma quadrata che ricorda la sua funzione originaria: era nato, infatti, come torrione per l'avvistamento delle navi nemiche e venne in seguito convertito in campanile, innalzando una cuspide a base ottagonale che termina con una croce bizantina.

La struttura è completata da alcune monofore e dalle quattro bifore della cella campanaria, la quale ospita le tre campane di diversa misura che, contemporaneamente alle cugine installate nella torre del vicino Duomo, intonano le note dell’Angelus quotidiano: essendo state fuse nei medesimi anni con una "quinta musicale" di differenza, il risultante effetto acustico è particolarmente piacevole, caratteristico e regala all’intera città la magica atmosfera di altri tempi.

Nel corso dei secoli, poi, il campanile del Santuario è diventato anche il faro del piccolo porto che nasceva vicino alla chiesa, oggi dismesso; tuttavia, la grande luce emessa dalla potente lampada continua ad illuminare le acque antistanti, segnalando l’arrivo nel mare di Caorle e, romanticamente, porgendo il saluto della Madonna dell’Angelo.

 

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